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Rubare nei negozi: i reati più comuni e come difendersi

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Furti nei negozi: quanto costano ai commercianti?

Lo spin-off del centro Transcrime dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha restituito la fotografia dei furti in negozio in Italia. Secondo lo studio Retail Security in Europe. Going beyond Shrinkage ogni anno, solo nel nostro Paese, le perdite per furti in negozio ammontano a 4,8 miliardi di euro e incidono per l’1,2% sul fatturato aziendale. La cifra include le perdite dovute a furti interni ed esterni, a scarti, a prodotti danneggiati e a errori amministrativi, e la spesa in misure di sicurezza.

Rubare nei negozi: la classifica dei reati

Il report ha anche evidenziato quali sono i reati più comuni nei negozi italiani. Al primo posto c’è il taccheggio, seguito dai furti commessi da personale e ladri professionisti, dai furti con scasso e dalle rapine.

Taccheggio. È un fenomeno in crescita; per il codice penale si tratta di “furto di cose esposte alla pubblica fede”. Oltre al “prendi e scappa”, la rottura di etichette e placche antitaccheggio e l’uso di borse schermate vanno per la maggiore. Molto spesso, a mettere a segno questo tipo di reato sono micro bande di tre o quattro persone che hanno a disposizione magazzini o depositi dove conservare la merce rubata e gli strumenti per uscire dal negozio indisturbati.

Furti del personale. Gli ammanchi di merce e denaro non sono dovuti solo a merce danneggiata e scaduta o a errori amministrativi: i casi di furti da parte di dipendenti disonesti sono in aumento. Le modalità con cui un dipendente può rubare sono diverse (a partire dal lavorare il meno possibile): c’è chi non emette gli scontrini, ma incassa il denaro dal cliente; chi carica sulla propria carta fedeltà i punti del cliente senza tessera; chi sovrastima il valore di un reso per incassare la differenza; chi ruba la merce in magazzino; chi modifica i dati relativi alla vendite per ottenere un bonus o chi semplicemente copre il furto da parte di un collega.

Furti con scasso. Si verificano in tutti quei casi in cui, per impossessarsi della merce, il ladro deve esercitare una forza sul bene o sulla cosa che lo protegge; come, ad esempio, sulla porta d’entrata del negozio o del magazzino.

Rapine. Quando il furto è programmato e, quasi sempre, messo a segno da ladri professionisti, si parla di rapina. Prima di agire, i ladri fanno uno o più sopralluoghi per studiare il negozio, il contesto e le abitudini di clienti e personale. Molto spesso entrano in negozio con la scusa di un finto acquisto e, mentre cercano degli articoli o fanno domande al personale, imparano come il titolare e i suoi dipendenti si muovono nello spazio. Molto raramente agiscono da soli e, nel 52,8% dei casi, non ricorrono alle armi. Nel 22,2% dei casi, invece, usano armi bianche come i coltelli; in tutti gli altri si servono di armi da fuoco e della violenza fisica.

Come difendersi da chi ruba nei negozi

In caso di taccheggio. Il modo migliore per difendersi dai taccheggiatori è disporre le telecamere in modo che i visitatori siano sempre ripresi, non ci siano zone d’ombra (non monitorate) e gli oggetti siano ben esposti, in particolare quelli più piccoli. In quest’ultimo caso, è meglio che siano vicini alle casse o chiusi a chiave in vetrina. Assumere del personale di guardia, che controlli gli ingressi e le uscite e si accerti non ci siano furti, è un investimento prezioso, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza (saldi, festività natalizie, promozioni particolari e così via).

In caso di furti per mano del personale. Riuscire a incastrare i dipendenti disonesti è più complicato, soprattutto per la difficoltà di usare le immagini riprese dalle telecamere in tribunale. In questi casi, la testimonianza di uno o più colleghi, un controllo regolare degli inventari, un tracciamento quanto più possibile automatizzato della merce può fare da deterrente o giustificare il licenziamento per giusta causa di uno o più dipendenti disonesti.

In caso di furti con scasso. In questi casi è importante creare quante più barriere antintrusione possibile per ostacolare l’ingresso, ma anche la fuga del ladro: impianti di allarme, fumogeni, telecamere di videosorveglianza, servizio di guardiania attivo di notte e nei festivi.

In caso di rapine. In questi casi, oltre alle misure di sicurezza descritte fino ad ora, è importante ridurre la somma di denaro in cassa e, se possibile, progettare gli ambienti nel modo meno lineare possibile. Non significa creare dei labirinti, ma semplicemente evitare che un ladro a un primo sguardo capisca perfettamente quali siano i movimenti del personale o dove e come è gestita la merce del più alto valore economico.

 

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